Volontariato Ospedaliero, persone per le persone

Ricchezza di vita.

In questo ultimo anno la parola “Volontariato” sempre più spesso è presente nella quotidianità, portata prepotentemente a maggior ribalta, da una pandemia che ci ha colti totalmente impreparati , ma che non ha minimamente spaventato il mondo del volontariato, che non si è mai fermato, ma anzi si è rinnovato, reinventato per andare incontro velocemente a bisogni nuovi e sempre più urgenti.

Il volontariato è una risorsa importante e fondamentale per la Comunità, un valore “aggiunto” frutto del lavoro quotidiano di persone che ogni giorno dedicano impegno a favore degli altri.

Il volontariato non sostituisce il pubblico, ma si affianca  ad esso sempre più, con azioni di partenariato, di co-progettazione e co-programmazione, dove i ruoli sono ben definiti, e la Legge del Terzo Settore, intervenuta recentemente proprio per normare un comparto così variegato, ne attesta tutto il valore sociale e l’importanza strategica.   Il Volontariato non è più considerato un modo per passare un po’ di tempo , ma è diventato un componente essenziale della società, che ha anche una rilevanza  economica non indifferente.

Le motivazioni e i profili delle persone che in Italia sono impegnate nel volontariato sono diversi e complessivamente contribuiscono a formare un numero ampio:

7 milioni di persone che, agli impegni della vita quotidiana, decidono di affiancare azioni gratuite a supporto della collettività, con un impegno che si aggiunge agli strumenti, non sempre esaustivi, del welfare pubblico soprattutto in anni difficili

Questa funzione sociale è ancora più importante, in ambito sanitario, dove il volontariato costituisce un imprescindibile supporto ai pazienti e agli operatori ,sempre più pressati nelle loro mansioni da una cronica mancanza di personale.

Il volontariato in Sanità rappresenta una risorsa importantissima del sistema assistenziale ed in particolare nel complesso e delicato mondo ospedaliero, grazie alla presenza di numerose associazioni che operano a tutti i livelli e in diversi settori, ,un vero e proprio esercito di uomini e donne, con una leggera prevalenza di quest’ultime, di ogni estrazione sociale, credo politico e religioso, che condividendo buone pratiche, rendono migliore anche la loro vita, perché è oramai assodato che far del bene, faccia star bene.

Nel tempo la figura del volontario è cambiata, non più semplicemente una persona che avendo qualche ora di tempo libero, decide di fare “qualcosa”, essenzialmente di pratico, come dar da mangiare , ma una persona consapevole di essere importante nella sua comunità, con una coscienza civica, che comprende come la formazione sia uno strumento importante per indirizzare nel giusto modo le intenzioni e ottenere quel beneficio diffuso che la sua azione vuole portare.

Il servizio alla persona è un impegno significativo ed importante, svolgerlo nel migliore dei modi è il primo segno di attenzione e di rispetto verso coloro che soffrono.

I volontari prestano la loro azione all’insegna della gratuità, ma questo non sminuisce il valore del loro operato, semplicemente è svincolato dalla logica del lavoro remunerato, ma ha comunque regole e protocolli oramai condivisi, che fanno di loro dei veri professionisti.

Informazione, orientamento, aiuto, ascolto, conforto ai pazienti e ai loro familiari che spesso sono portatori di bisogni che vanno ben oltre l’erogazione di una prestazione sanitaria, non può esistere cura degna di tale nome senza l’ascolto di questi bisogni, che se ignorati portano spesso a conseguenze negative sull’andamento della malattia, fanno del volontario ospedaliero, una figura importantissima all’interno delle strutture.

Ce ne si è resi conto, purtroppo, durante i pesantissimi mesi della pandemia, mesi in cui per la tutela degli ammalati e degli stessi volontari, non è stato possibile stare in corsia a dare quel conforto, quel calore umano che è mancato sopra ogni cosa.

In questi giorni moltissimi volontari sono impegnati a far da supporto alla campagna vaccinale COVID19 per la popolazione anziana Over80, che spesso alle prese con modelli da riempire e terminologie a loro non consuete, trovano nel volontario un supporto fondamentale ed un accoglienza piena di umanità e cortesia.

L’essere accolti, accompagnati durante tutto il processo dell’iter vaccinale, chiacchierando e magari aspettando insieme il turno, o facendo la fila allo sportello al posto loro, è qualcosa che nessun operatore e nessuna struttura possono offrire, semplicemente perché non è il loro ruolo.

Né servizio aggiuntivo, né “tappabuchi” là dove non arriva lo Stato, ma soggetto necessario al funzionamento del sistema sanitario, capace di fornire un valore aggiunto fondamentale: la relazione con il malato.

In questo senso il loro ruolo è importantissimo. Portare conforto e sostegno in momenti di difficoltà e crisi in cui tutti noi possiamo imbatterci è un valore assoluto di cui il volontario è portatore , poiché mette in gioco ogni sua risorsa di essere umano che incontra l’altro.

Non è semplice entrare in una stanza d’ospedale, e cercare di instaurare una relazione con qualcuno che non si conosce, in qualche modo farsi carico della sofferenza di chi è in un letto, ma cercare allo stesso tempo di non essere ingombrante, e lasciare spazio e ascolto attento anche al silenzio.

Il ruolo del volontariato trae la sua forza, proprio per la sua natura, anche dal solo fatto di essere presenti all’interno dei nostri ospedali: in diverse ore della giornata il cittadino/paziente ha un punto di riferimento a cui appoggiarsi per chiedere sostegno e orientamento, mette in atto progetti volti all’umanizzazione dei luoghi di cura, soprattutto nei reparti di pediatria e in quelli difficili, come l’oncologia, dove una presenza discreta ma empatica e costante, porta quel sollievo che è così necessario.

La capacità di stabilire un rapporto unico e insostituibile con il malato e con il suo mondo, e la lungimiranza nel vedere prima degli altri i bisogni del futuro, provando ad anticipare alcune possibili risposte , questo è il Volontariato Ospedaliero.

Ho scelto alcuni anni fa, di essere un Volontario Ospedaliero, convinta che la vita non si può vivere solo per se stessi, e che esserci per gli altri, sia il modo migliore di vivere.

E’ un esperienza che tutti nella vita si dovrebbe fare, per misurarsi con se stessi e per essere i veri motori di un cambiamento culturale, senza il quale non c’è evoluzione e progresso.