W le donne ‘spaziali’

Uscire nello spazio dalla Stazione spaziale Internazionale e restarci per 5 ore e mezza prima di rientrare non è da tutti, è solo per ragazze toste. Il 18 ottobre scorso, Christina Koch e Jessica Meir hanno realizzato la prima EVA (attività extra veicolare) tutta al femminile della storia spaziale.

Christina Koch, americana quarantenne, laureata in ingegneria elettrica e fisica, dopo esperienze in Antartide ed Alaska, si è addestrata in Russia volando su una Soyuz MS-12. Resterà sulla ISS fino a febbraio 2020. Jessica Meir, 42 anni, è americana, svedese e israeliana ed è una biologa marina e docente universitaria. Le sue esperienze spaziano dalle profondità marine, alla permanenza nelle grotte del Supramonte, fino all’addestramento per la sopravvivenza nelle nevi russe. In realtà la missione si sarebbe dovuta effettuare nel marzo scorso ma allora sulla ISS c’era una sola tuta taglia M e le astronaute erano due. Toccò quindi all’astronauta Anne McClain restate a bordo mentre Christina Koch usciva nello spazio con il collega Nick Hague. Pare una situazione paradossale ma è successo proprio così. Oggi le tute taglia M sulla stazione spaziale sono 2 e vengono indossate dalle astronaute 24 ore prima della missione extraveicolare avendo cura di entrarci senza aver utilizzato sapone, deodoranti, etc. Questo perché le tute contengono ossigeno puro che rischierebbe di incendiarsi a contatto con queste sostanze. La loro missione prevedeva la sostituzione di un regolatore di potenza di una batteria collegata ai pannelli solari e del rilevatore di raggi cosmici AMS-20.

Nei prossimi tre mesi verranno effettuate altre 10 EVA per sostituire tutte e 4 le batterie. Tutto questo a 400 Km dalla Terra e alla velocità di 27.600 Km/h. “Siamo molto fieri di voi, state facendo la storia, siete entrate nel mito” ha affermato in videoconferenza il presidente Trump rivolgendosi alle astronaute. Kamala Harris, candidata dem alle primarie USA ha definito l’evento: “un risultato storico, un promemoria che per le donne neppure il cielo deve essere un limite”.

La prima passeggiata al femminile risale al 1984 quando la sovietica Svetlana Savitskaya uscì dalla Salyut 7. Toccò poi alla statunitense Kathy Sullivan. Il record di EVA, bel 10, appartiene invece all’americana Peggy Wilson che nel 2017 superò il record di permanenza sulla ISS fino ad allora appartenuta alla nostra Samantha Cristoforetti (199 giorni, 16 ore e 42 minuti). Dopo la SavitsKaya, altre 15 donne hanno compiuto 43 passeggiate nello spazio ma sempre con la presenza di un astronauta uomo. Infine vorrei ricordare alcune delle signore che hanno fatto la storia dei voli spaziali, con l’augurio che ciò sia da stimolo per nuove aspiranti: Katherine Johnson, Dorothy Vaughn e Mary Jackson, che con i loro calcoli hanno permesso di determinare le orbite delle navicelle della Nasa. La loro storia è magistralmente raccontata nel film “Il diritto di contare”. Nancy Grace Roman, prima donna dirigente nasa negli anni ’60 e Margareth Hamilton, che guidò il team che lavorò sul software utilizzato dagli equipaggi Apollo per l’atterraggio sulla Luna. Non si può concludere questo omaggio alle dame delle stelle senza citare la prima donna in assoluto che raggiunse il cosmo: la sovietica Valentina Vladimirovna Tereskova che a bordo della Vostok 6, a soli 26 anni, rimase nello spazio per 70 ore. Coraggio ragazze, lo spazio è vostro!

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it